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Archive for novembre 2011

Afrodite

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C’era una volta Afrodite, la divinità greca dell’amore, intesa anche come attrazione delle varie parti dell’universo tra loro per conservare e procreare. Afrodite simboleggiava l’istinto naturale di generazione e di fecondazione. I Greci paragonavano il nome di Afrodite con la spuma del mare (afròs), dalla quale ritenevano che fosse nata; diffusosi il suo culto in Occidente, prima ad Erice in Sicilia e poi fino a Roma, la dea venne onorata col nome di Venere (da venus, venustas = bellezza). Si racconta come Afrodite, nata dal mare in una serena giornata di primavera, venne portata dagli Zefiri prima a Citera, dove su una conchiglia fu trasferita a Pafo nell’isola di Cipro. La stagione e il luogo: la primavera e il mare. La stagione che ha dato il via al ciclo della vita sulla terra è stata la primavera; dal Caos primigenio le nascenti forme di vita trovarono la loro sede naturale nel mare. Ecco congiunti la primavera e il mare per generare Afrodite.
Il mito attribuiva alla dea diverse unioni con dei (Efesto, Ares) e con mortali (Anchise, Bute, Adone). Era venerata con vari epiteti che alludevano alla sua qualità di suscitatrice della vegetazione (Anthéia), di protettrice della navigazione (Pontìa), o dei combattenti (Areia, e in tal caso essa era venerata accanto ad Ares); gli altri a lei frequentemente dati di Ouranìa, “celeste” e Pandemos “di tutto il popolo”, sono riferiti alla sua natura di dea dell’amore spirituale e sensuale. La dea aveva un corteggio costituito dalle Ore, dalle Cariti (o Grazie), da Eros, Potos (il desiderio), Imero e Imene, dio delle nozze. I suoi animali favoriti erano le colombe: un tiro di questi uccelli trasportava il suo carro; ma le furono consacrati anche il serpente e l’ariete; quale protettrice dei giardini le furono dedicate le piante e i fiori di rosa e di mirto. Fu per antonomasia la dea della bellezza quando vinse la gara suscitata dalla dea della Discordia tra lei, Era e Atena, promettendo al giudice, che era il figlio di Priamo, Paride Alessandro, il possesso della donna più bella del mondo, cioè Elena, moglie di Menelao, re di Sparta; e creando così i prodromi della guerra di Troia. Durante tutta la guerra ella accordò la sua protezione ai Troiani e a Paride in particolare, anche ad Enea, che aveva generato con Anchise. Ma la protezione di Afrodite non poté impedire la caduta di Troia e la morte di Paride. Tuttavia riuscì a conservare la stirpe troiana e grazie a lei Enea, col padre Anchise e il figlio Iulo (o Ascanio), riuscì a fuggire dalla città in fiamme e a cercarsi una terra dove darsi una nuova patria. In tal modo Roma aveva come particolare protettrice Afrodite-Venere: ella passava per essere l’antenata degli Iulii, i discendenti di Iulo, a loro volta discendenti d’Enea, e perciò della dea. Per questo Cesare le edificò un tempio, sotto la protezione di Venere Madre, la Venus Genitrix.
La morale della storia è: la bellezza di questa divinità è stata celebrata da poeti e scrittori antichi e moderni che ne hanno messo in risalto le qualità e di cui sono rimasti affascinati. Amore sacro dunque, e amore profano, forza primigenia della natura, dea protettrice di tutte le forma di vita e presso molti popoli. Fin da bambina però, ho sempre pensato che la più grande e immensa bellezza di una persona, sia la bellezza interiore, del cuore, l’unica a rimanere immutata fino all’ultimo battito di vita. a.c.a.

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C’erano una volta Due Conchiglie Parallele che, pur avendo tante similitudini, viaggiavano per i mari senza mai incontrarsi. La conchiglia Lui aveva amato, gioito, pianto, viaggiato, sorriso, lottato mille battaglie. La conchiglia Lei aveva sempre sognato un mondo migliore: sperava che tutte le persone potessero finalmente essere felici, ben sapendo che molti stavano perdendo ogni speranza, cercava in ogni modo di immaginare con la sua fantasia un mondo più a colori, in cui i bambini fossero felici, i genitori responsabili e tranquilli economicamente, i potenti attenti verso i più bisognosi. Un giorno per caso le “Due Conchiglie” si incontrarono e si abbracciarono fino a sentire lacrime di gioia sulla pelle, nell’immensità di un cielo di fiori colorati e di arcobaleni di stelle. Le due conchiglie capirono di essere “Loro”, e di poter unire i  cuori.
La morale della storia è: auguro a ogni persona di avere sempre tanta serenità, amore, felicità e pace insieme alla propria anima gemella e, per chi ancora la sta cercando, auguro di trovarla presto perché ogni vostro battito segua il ritmo dell’Immenso. a.c.a.

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La Casa Zattera

C’era una volta un mondo che improvvisamente subì una gigantesca inondazione: fiumi, laghi, mari, si alzarono oltre le previsioni umane e scientifiche. Finché un bel giorno  qualcuno ebbe l’idea di costruire delle case a forma di zattera,  vere e proprie case galleggianti o sospese su palafitte, per permettere a tutti gli abitanti di quel mondo di salvare l’ abitazione dall’innalzamento delle acque.
La morale della storia è: spero che tutti gli scienziati e gli artigiani di questo mondo comprendano in tempo che la terra sta cambiando, e inventino nuovi sistemi abitativi, strategie creative ma efficaci che cautelino l’incolumità delle famiglie e ogni persona. a.c.a.

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C’era una volta, un coppo Felice in cui si respirava serenità, vita, armonia. Un giorno in quella totale pace nacque una bambina, la quale diede nuova gioia e poesia in ogni cuore.
La morale della storia è: auguro alle famiglie che hanno bambini o che stanno per averne, di essere felici per sempre con i figli, fonte di armonia in ogni focolare domestico. Spero che le future generazioni possano apprendere una sana educazione, e quella saggezza che li aiuti a crescere bene. Buona “vita” ad ogni “vita” che è già nata…o  nascerà. a.c.a.

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C’era una volta l’amata Terra che dopo secoli e secoli aveva deciso all’improvviso di cambiare aspetto. Gli uomini si erano trovati impreparati alle devastazioni che stavano sempre più affliggendo il nostro Pianeta perché, invece di investire in nuove abitazioni che si adeguassero alla trasformazione degli elementi, molti di loro erano unicamente occupati ad arricchirsi a spese degli altri e a fare la guerra al prossimo. Alle soglie di una nuova e importante crisi planetaria, nessuno si curava degli altri, di offrire un lavoro a chi non l’aveva, di dare speranza a chi l’aveva persa, ma si cercava solo di deprimere anime e pensieri, bloccando le iniziative e con esse la felicità delle persone.
 La morale della storia e di questa  piccola miniatura è:  un sincero augurio di vedere tutti gli uomini del mondo uniti nella pace, nella solidarietà e nella speranza. Mi auguro che ognuno di noi possa mettere al servizio di tutti le proprie competenze, il proprio talento. Auguro al Pianeta di avere solo uomini, donne, bambini saggi che abbiano cura del nostro ecosistema, aldilà del proprio interesse personale. Spero poi che in un futuro non lontano ogni famiglia possa vivere in case sicure e poliedriche,  siano esse fluttuanti, su palafitte o su  zattere, perché in ogni focolare domestico regni per sempre il sorriso. a.c.a.

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Pizzeria da Teo

C’era una volta, e c’è davvero…una Pizzeria Rosticceria dove si mangiava come voleva la tradizione, dove le persone avevano ancora antichi valori, dove si trattavano con amore: il cibo e le persone. Da Teo a Castello, non trovi solo una buona pizza e piatti genuini, ma l’impegno di offrire il meglio per i propri clienti e un attimo di felicità.
La morale della storia è: dedico questa mia piccola miniatura a Rossella, Denis, Matteo, Mamma Paola e alla loro attività. Da Teo si sta come a casa propria. Grazie di cuore a Voi e a tutti i Pizzaioli e Rosticceri d’Italia, per gli immensi sacrifici che fate, riportando in tavola le nostre tradizioni. Grazie di cuore a Voi lavoratori, che amate il vostro mestiere, facendolo sempre con il cuore! Con immensa stima e rispetto. a.c.a

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