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Archive for dicembre 2012

I 2 RANOCCHI INNAMORATI E GIOCOSI SULL'ISOLA CONCHIGLIA(2)

C’erano una volta…e ci sono ancora:due ranocchi che si erano parlati solo nei sogni. I due ranocchi erano simili nei pensieri e comportamenti,  ma non avevano mai avuto modo di scrutarsi fino in fondo all’anima. Un giorno per caso, i due ranocchi decisero di darsi appuntamento sull’Isola Conchiglia dei Fiori, per parlare delle passioni. Il ranocchio e la ranocchia piansero, risero, giocarono, si scambiarono fumetti, cantarono fiabe ricordarono il passato…e finalmente si diedero le risposte che non avevano mai trovato.
La morale della storia è: due ranocchi giocosi e ugualmente emozionati potranno un giorno nel tempo ritrovato, comprendendo meglio il senso del destino, in modo da cambiare positivamente la loro vita per sempre!? Si sarà, e finalmente “amore vero tra i 2…nel 3° tempo diventerà”. a.c.a.

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C’erano una volta due donne Sirene da sempre amiche sincere. L’invidia non faceva parte del loro modo di vivere, sapendo che c’era sempre qualcosa da imparare. Alle 2 Sirene non mancava mai l’ammirazione per altre donne leali, per chi sapeva ascoltare serenamente con il cuore.
La morale della storia è: auguro a tutte le Donne Sirene del mondo di essere amiche in verità, di rispettare l’essere degli altri, ricordando che non è l’invidia il rimedio alle proprie insicurezze, o deviare il destino altrui per sostituirsi agli originali…ma riconoscere i meriti altrui per imparare qualcosa in più, rispetto al proprio modo di conoscere la vita. Viva l’amicizia leale tra donne di cuori che rispettino valori e belle emozioni. a.c.a.

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C’era una volta un gruppo di studenti del Liceo d’Azeglio che nel 1896, finite le lezioni pomeridiane, verso il corso Duca di Genova e deposti i libri su una panca, si dedicavano al gioco di ‘barra’. La Juventus nacque nell’autunno del 1897 a Torino come società civile «per gioco, per divertimento, per voglia di novità» su iniziativa di questi studenti.
Secondo la memoria scritta che si riferisce all’origine della società torinese, è verosimile che i soci fondatori furono: Eugenio Canfari, Enrico Canfari, Gioacchino Armano I, Alfredo Armano, Luigi Gibezzi, Umberto Malvano, Carlo Vittorio Varetti, Umberto Savoia, Domenico Donna, Carlo Ferrero, Francesco Daprà, Luigi Forlano ed Enrico Piero Molinatti cui si aggiunsero successivamente Pio Crea, Carlo Favero, Gino Rocca, Guido Botto ed Eugenio Secco, tutti con un’età tra quattordici e diciassette anni. Il luogo tipico di riunione di questi liceali era una panchina – non distante dalla loro scuola – di fronte alla pasticceria Platti verso il corso Duca di Genova; la panchina esiste ancora ed e’ custodita nella sede sociale del club. L’argomento principale era lo sport, in particolare il calcio, che dalla Gran Bretagna stava espandendosi nel resto d’Europa. Si assume per convenzione il 1º novembre del 1897 quale data di fondazione ufficiale del club. Inizialmente i soci fondatori dovettero affrontare il problema della sede, risolto dai fratelli Canfari che offrirono il retrobottega della loro officina ciclistica in Corso Re Umberto 42, dove ebbe luogo la prima riunione. Dopo un’opportuna votazione, i soci, sebbene la maggioranza propendesse per i primi due nomi, scelsero invece quello meno votato, Sport Club Juventus (che, tra l’altro, suonava come un compromesso tra un nome anglosassone ed uno latineggiante) per favorire la diffusione del nuovo sport e la passione per la squadra anche fuori dell’ambito cittadino o regionale.
Poi fu un crescendo. 1900-1902: l’ingresso nel Campionato Federale; 1903: l’anno della maglia bianconera, quando la squadra abbandonò la maglia rosa, adottando la maglia a strisce bianche e nere come un simbolo di «semplicità, austerità, aggressività e potere; 1905: la conquista del primo titolo italiano; 1906: la rinuncia alla finale del campionato e lo scisma; il triennio 1907-1909, i Campionati F.I.F. e la doppia conquista della Palla Dapples”; (1910) il terzo posto in campionato; gli anni difficili: 1911-1913; la ricostruzione della società: 1914-1916; il triennio 1920-1922 ed il debutto allo Stadio di Corso Marsiglia; 1923: il sodalizio della Juventus con la famiglia Agnelli, 1924: l’arrivo di Jenő Károly; 1925: il terzo posto ed i quadri manageriali; 1926: la riconquista d’Italia; 1927: il terzo posto in campionato e il debutto in Coppa Italia; il triennio 1928-1930 e l’avvento del Girone unico; il Quinquennio d’oro (1931-1935); il periodo 1936-1940 e la seconda guerra mondiale; l’Avvocato Agnelli e il ritorno ai vertici; il periodo 1962-1967; la Juve Operaia e il tredicesimo scudetto; l’era Boniperti (1971-1990); i cicli di Vycpálek (1971-1974) e Parola (1974-1976); il decennio Trapattoni, la conquista dell’Europa e del mondo (1976-1986); stagione 1976-1977: lo scudetto dei record ed il trionfo in Coppa UEFA; stagione 1977-1978: il 2º scudetto consecutivo e la semifinale in Coppa dei Campioni; il triennio 1979-1981 e l’apertura delle frontiere ai calciatori stranieri; stagione 1981-1982: lo scudetto della seconda stella; la stagione 1982-1983: i secondi posti in campionato e Coppa Campioni e la 7ª Coppa Italia; stagione 1983-1984: l’accoppiata scudetto-Coppa delle Coppe; stagione 1984-1985: il Grande Slam; stagione 1985-1986: il 22º scudetto; il rinnovamento nel periodo 1986-1990; la delusione Maifredi (1990-1991); il nuovo ciclo di Trapattoni (1991-1994); l’era Lippi e i nuovi successi nazionali ed internazionali (1994-1999); stagione 1994-1995: il secondo double; stagione 1995-1996: il ritorno ai vertici; stagione 1996-1997: i trionfi del centenario; le stagioni 1997-1998 e 1998-1999; il biennio di Ancelotti (1999-2001), Il secondo ciclo di Lippi e l’ingresso in Borsa (2001-2004); il ritorno in Serie A e gli anni bui (2006-2011); il biennio Ranieri e la gestione Ferrara-Zaccheroni (2007-2010); 2010: l’avvento alla presidenza di Andrea Agnelli”; stagione 2011-2012: il ritorno al successo e l’imbattibilità; stagione 2012-2013: la 5ª Supercoppa italiana; ora Il 5 Dicembre 2012 la Juventus passa il turno di Champions e Domenica 16 Dicembre è campione d’Inverno dopo la sconfitta del Napoli contro il Bologna per 3-2…
Grazie sempre per ogni emozione, per me, per Walter, per ogni tifoso che vi ha nel cuore. Grazie per sempre a Del Piero nostro capitano; grazie a Conte Super Mister per ogni straordinaria emozione passata. Ma in particolare grazie ai Cavalieri del Pallone Rotondo e alla Signora Juve da parte di una fan assopita, ritornata ad essere fan accanita! a.c.a.

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C’erano una volta una Sirena e un Pirata, talmente stanchi di sentire notizie negative nel mondo che un giorno decisero dopo secoli di partire per la loro Isola dei Sogni. Dal giorno in cui arrivarono su quell’Isola si parlarono, condivisero tante passioni, poi furono finalmente felici della serenità ritrovata. Il Pirata pescava, giocava, sorrideva, godeva della Sirena, mentre lei gli raccontava favole, lo coccolava con parole sincere parlandogli della vita,  dei ricordi passati. Un giorno la Sirena e il Pirata produssero una tale emozione da far scendere dagli alberi, dalla terra, e dal cielo,  lacrime di fiori arcobaleni e miele,  improvvisamente anche dal mare si innalzarono nuvole rosa. Da quell’ amore speciale nacquero splendidi bambini, e tutti vissero felici e contenti per l’eternità in compagnia di quegli amici cari che li avevano raggiunti sull’Isola dei Sogni.
La morale della storia è:auguro a ogni Sirena Donna del mondo e ogni Pirata buono…di poter vivere una vita bellissima, insieme ai figli e amici sull’ Isola felice. In fondo nella vita, basta poco per amarsi tanto…solo se due cuori saranno in sintonia con lo stesso battito di emozioni “sincere”, non artefatte. a.c.a.

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